Me lo sono sempre chiesta: cosa fa d’inverno uno svizzero che non sa sciare?
Ok, ok. Forse non esiste uno svizzero che non sa sciare. Oppure se non sa sciare probabilmemte non è un vero svizzero. Comunque io, italiana, a sciare ho imparato solo l’anno scorso in Polonia. Ovvero, praticamente in collina. L’idea di riprovare a sciare sulle Alpi mi terrorizza. Ma se gli amici propongono weekend sulla neve? Mi sono armata di pazienza per cercare possibili alternative nell’offerta elvetica. Per fortuna la letteratura in materia non manca… e ce n’è davvero per tutti i gusti!
A Morgins, Verbier e nella valle d’Anniviers si possono prenotare visite guidate alle cascate di ghiaccio. Non aspettatevi però una passeggiatina da pensionati in villeggiatura, perchè si tratta di una vera e propria scalata. La fatica pare valere decisamente la pena, soprattutto se si decide di tentare l’escursione notturna per vedere le cascate illuminate. Se pensate che questa soluzione sia troppo noiosa, gli esperti della montagna consigliano di provare il parapendio, sport ormai diffusissimo tra le Alpi svizzere. Ma se preferite una via di mezzo tra l’avventuroso e la tranquillità, a Paccot (FR) e Chateau-d’Oex (VD) vi aspetta un tour in mongolfiera.
E se non si vuole rinunciare alla velocità? Pas de problèmes! Per i nostalgici dei go-kart gli svizzeri puntano sul karting on ice. Si pratica nel centro sportivo di Leysin su una pista appositamente realizzata e su vetture dotate di pneumatici specifici per il ghiaccio. Sempre a Leysin gli amanti delle discese veloci si leccheranno i baffi all’idea di provare i gommoni dello snow tubbing, qui chiamato tobogganing, del park realizzato dal campione mondiale di bob Silvio Giobellina.
Chi ama gli sport invernali da praticare all’interno sappia che in Svizzera abbondano impianti per il curling e il broomball, un esilarante compromesso tra curling e hockey. Novità interessante è anche il campo da golf innevato allestito nei pressi di Nendaz, a 2000 metri d’altezza. Tra le differenze con il golf classico ci sono lo sforzo amplificato da altitudine e pendenza e una pallina di colore arancione (per fortuna!!).
Ammetto che l’alternativa più affascinante per me è la pesca alla trota nel lago ghiacciato di Vonnes. Proprio come nei film: guantoni, berrettone e tutona imbottiti per attendere che la trota abbocchi all’amo della canna, sospera sopra un buchettino ritagliato nel ghiaccio. Pare che i pesci d’inverno siano molto affamati e non tardino ad abboccare. Prima o dopo il congelamento totale degli arti? Provare per credere.
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