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Simone, Monaco

Free-culture VS Culture-free

"Goditi la grande arte gratis"

Se contate tutti i musei della città in cui vivete e li moltiplicate per la frequenza con cui cambiano le mostre, dividete il numero ottenuto per il tempo libero lasciatovi da lavoro fidanzate/i eccetera, e lo sommate alle vie che non avevate mai visto, e poi dividete il tutto per la frequenza con cui decidete di visitare qualcosa… timeout, probabilmente non arriverete ad un numero sensato, ma avrete passato qualche minuto a capire quanto siete ancora turisti nella città in cui vivete.

Ecco, a Londra questo numero non diminuisce per lungo tempo.

Sto scrivendo seduto sopra a tre piani di quadri, sculture e quant’altro con una gran vista sul Tamigi e una serie di edifici indefiniti – ma comunque di grand’effetto – di fronte. Anche voi potreste essere qui: basterebbe pagare 2 pounds, giusto il prezzo di un caffè. In cambio avreste una vista che farebbe scrivere un romanzo a chiunque, e il vostro cervello farebbe il pieno di cultura.

Come credo tutti sappiate, i musei pubblici da queste parti sono gratuiti, che idea grandiosa.

Così, pagando giusto la vostra oyster card, qualche caffè, e magari una apple-pie con custard (ricetta che ultimamente ha cambiato la mia visione della cucina inglese), in un weekend potete iniziare dalle ermetiche installazioni alla Tate, passando per una serie infinita di sedie e tavoli nelle gallerie del Victoria and Abert, per poi imparare qualcosa sull’astronomia rubando il posto a bambini di 6 anni nelle installazioni interattive allo Science Museum, e magari anche buttare un occhio al futuro delle Smart Cities nel Transportation Musuem.

Una maratona culturale così vale la pena, e soprattutto non vi costa niente. Sarà un caso, ma – a parte chi è nel pub a farsi una pinta e un bel sunday roast – dalle parti di South Kensington o Southbank la gente sembra assetata di cultura.

E se le cose stessero così anche dalle vostre parti, probabilmente diventerebbe normale incontrarsi con gli amici davanti a un museo anziché davanti allo shopping center.

Simone sazio di cultura.

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Bio

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Simone ha 24 anni e lotta nel mondo del design in giro per l'Europa da un po' di anni. Ha vissuto in Svezia per testare la sua resistenza al freddo, è espatriato per un master in Olanda e ora è a Monaco di Baviera per un internship in uno studio internazionale. Soffre chiaramente di nomadite, colleziona oggetti inutili, è affascinato dalle differenze cuturali, fa surf sui fiumi. È costretto a scrivere "e' " perche' non ha la e con l'accento sulla tastiera, fa foto di pavimenti e terreni su cui cammina; ha un blog personale che raccoglie cose tendenzialmente geek e collabora a un blog/pannello per trovare e scambiare nuova musica.

Simone versione geek qui.