Il mio stage al PE si avvia verso l’ultimo quarto e già la domanda “E poi?” mi perseguita.
Tornare a Copenhagen o cercare lavoro a Bruxelles?
Diciamo che la risposta a questa domanda ora ce l’ho, ma devo ancora lavorare sul COSA a Bruxelles, anzi, meglio… sul COME a Bruxelles
Postilla
***Se il COME venga prima del COSA, questo proprio non lo so. Anzi, forse è una di quelle domande ancestrali del tipo: “Mi trasferisco all’avventura a Londra. Trovo prima casa e poi lavoro oppure prima trovo il lavoro e poi, in base alla zona, cerco casa? Domande senza risposta. Comunque da qualche parte bisogna pure iniziare.***
Benché lavori al mio COSA costantemente, non sono ancora arrivata ad una conclusione. È lì che la lotta tra Licia apollinea e dionisiaca si fa più dura. Molto semplicemente, se devo dirla tutta, la bolla eurocratica mi lascia dei dubbi. Senza entrare nelle più personali domande esistenziali che mi pongo da quando ci sono approdata (scusate il politically correct, ma non posso permettermi di tagliarmi le gambe così pubblicamente, #paraculo) si tratta di entrare in mondo fatto di ufficio 8.30-17.30, gerarchie, burocrazie. “Certo, come per l’80% dei lavori che potresti trovare con il tuo diploma Licia” direte voi. Sì, vero, solo che venendo qui me la sono proprio cercata! Dall’altra parte, ci sono anche tante opportunità di crescita, (forse, prima o poi) un lavoro ben pagato, un ambiente internazionale. La Licia apollinea dice che non si è fatta il mazzo girando mezza Europa per andare a lavorare in un bar… quella dionisiaca a volte le bussa alla testa e le dice che sarebbe più contenta di lavorare per un locale che fa musica live o per un centro culturale eco-friendly, musicalmente e politicamente impegnato.Toh!
Sicché, se cambio il COSA, posso cambiare anche il DOVE, e mi ricomplico la vita inviando candidature per un lavoro in una webradio a Londra, per dire… Ma sì, lanciamo piste, incontriamo gente, ampliamo gli orizzonti, programmiamo piani B “au cas où” (non si sa mai) come dicono qui.
Ho sempre preso i cambiamenti di rotta come fossero dettati dal fato. Questo pensiero mi fa sentire più leggera, meno responsabile o delusa. Anche se solo di superficie, è un pensiero positivo.
D’altronde “Con un curriculum così, Bruxelles è piena di opportunità” mi sento ripetere in continuazione dai miei contatti bruxellesi. Peccato che, a questo non succeda mai un “prova a mandare il tuo curriculum lì” oppure “sarei lieto di averti come parte del mio team”. Tutti i miei maldestri tentativi di networking si concludono con la solita imbarazzate domanda-consiglio: “Conosci mica qualcuno che ci lavora…”. Ma questa è già materia del mio COME si cerca lavoro a Bruxelles, perciò ve la serbo per mercoledì prossimo.




11 settembre 2012 18:59
Ciao Licia,
sono una ricercatrice e mi sono appena trasferita a Bruxelles, indovina da dove??? Copenhagen. La tua storia mi ha incuriosita per ovvii motivi… Ci ho passato 4 anni a CPH, per lo piú da incubo. Mi dispiace dire queste cose considerato che ho diversi amici danesi a cui voglio molto bene, ma il solo pensiero di tornare a Copenhagen mi mette i brividi. 100, 1000 volte Bruxelles e non aggiungo altro.
11 settembre 2012 19:09
Il tuo messaggio sembra provvidenziale. Proprio in questi giorni la mia nostalgia del nord si è acuita. Polpetta, dobbiamo assolutamente vederci!! Ti prego, convincimi che BXL è meglio che CPH…non aspetto altro :)